San Giorgio Martire onlus

chiesa San Giorgio Martire

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Turismo esperienziale, biglietto da visita per l’Europa

Cinzia Tamburrello “Rivela un bisogno di socialità, di comunità, di contatto diretto, di condivisione, di cultura orale e non digitale, di conversazione fuori dal video”. Interessante sfida quella che proviene dalle parole di Berardinelli, le quali ben rappresentano tutto il tendere dell’associazione San Giorgio martire onlus nella direzione di rendere fruibile ed accessibile il patrimonio storico culturale, paesaggistico eno gastronomico di Petrella Tifernina, offrendo servizi e prodotti in forma di racconti o meglio di narrazioni, far si che le persone entrino nelle  storie, costruiscano trame, vivano il territorio, e mettano in scena esperienze memorabili. Si tratta del cosiddetto turismo esperienziale i cui dettami rappresentano gli obiettivi perseguiti dall’associazione San Giorgio martire onlus, e lo stile con il quale la stessa candida la tradizione petrellese a bandi regionali ed europei, nel segno del recupero del senso identitario connotato da aspetti paesaggistici ed architettonici, e dall’antico retaggio di cultura, arte, spiritualità. Un bigliettino da visita che si presenta con i tratti  descrittivi dell’urbanistica e le dinamiche dei rituali di aggregazione e spiritualità. Situato, in Provincia di Campobasso,  su un territorio collinare che si estende su una superficie di 26 kmq a 654 m. sul livello del mare, il comune si fregia di uno dei monumenti di arte romanica più preziosi su scala sia nazionale sia internazionale: la “Chiesa san Giorgio Martire” la quale domina il complicato intreccio di vicoli e vicoletti nei quali si dirama il centro storico. Di chiaro stile medievale, questo è ancora circoscritto dai resti delle mura di cinta e delimitato da 4 porte d’accesso. Il borgo antico, conserva al suo interno, antichi palazzi,  alcuni dei quali sono stati restituiti alla loro grandezza come Palazzo Girardi di proprietà del comune e palazzo Palmera sede della residenza protetta per anziani. Altri attendono che lavori di restauri ne recuperino la bellezza e la fruibilità, come palazzo Fede, casa natale del famoso medico napoletano il quale, fece della pediatria una disciplina a sé stante rispetto alla medicina. Legata storicamente a Petrella è “Castel di Rocca” ormai identificabile nel rudere di una rocca medievale tracciata dai documenti come sede preferita di Arechi, il quale come signore di Petrella, subentrò a Luca Zottone di Benevento, rimasto in carica dal 571 al 591 . A rivitalizzare il patrimonio di fede, cultura e tradizioni contribuiscono l’amministrazione comunale, la Pro Loco, le associazioni e i comitati “festa”, che nei vari ambiti della cultura, dello sport e del tempo libero, della solidarietà ecc…. rappresentano il punto di forza del tessuto sociale. Sono imputabili al loro impegno le iniziative realizzate e tramandate: 19 marzo: pranzo di San Giuseppe; oltre ai festeggiamenti religiosi con celebrazione dell’Eucarestia e processione segue il pranzo di “San Giuseppe” con le “13 pietanze”; antico menù tradizionale che si tramanda da generazioni a base di spaghetti con mollica, riso in bianco, legumi, verdure baccalà e dolci tipici, (scrppell e chragnl). La tradizione vuole che il pranzo presieduto dalle “tre persone” a rappresentanza della Sacra Famiglia fosse offerto e consumato presso le famiglie, attualmente tale usanza ha ceduto il posto ad un unico pranzo preparato dalla Pro Loco presso uno dei locali della parrocchia “Sala Museale” ed aperto a tutti. Venerdì santo: processione tradizionale con “i martiri”, strumenti della passione e morte di Nostro Signore Gesù Cristo 23 Aprile: Festeggiamenti in onore del santo Patrono con concerti bandistici, convegni, mostre, spettacoli. 12 Giugno: festa di Sant’ Antonio fuochi nelle contrade e tavolate all’aperto con degustazione del piatto tradizionale :” sagntell e cic” (pasta di casa e ceci). 14 Agosto Festa dei petrellesi residenti all’ estero con scambi culturali e momenti di aggregazione con i petrellesi residenti all’ estero. 15 Agosto: Festa dell’Assunta con tradizionale benedizione dei mezzi di locomozione e degli animali. Festa del borgo evento di aggregazione sociale, enogastronomia, turismo. Manifestazione di grande successo  con un percorso eno-gastronomico attraverso i vicoli del borgo antico, allietato da spettacoli di  intrattenimento, suoni, canti e balli, degustazione di piatti tipici della cucina Petrellese e Molisana e  vino locale nei  punti di sosta e degustazione “Cantina”  animati da giovani costume. Agosto Festival dei giovani evento di aggregazione sociale, arte, cultura, turismo evento diocesano si spiritualità, formazione, testimonianze e preghiere a cura della parrocchia San Giorgio Martire di Petrella Tifernina e dell’associazione “Nuovi Orizzonti”.  16 di Ottobre: Petrella in fiera evento di turismo ed enograstronomia tipica,  tre giornate  con iniziative culturali, rassegna eno-gastronomica e intrattenimenti musicali, workshoop  con la partecipazione di esperti di fama regionale e nazionale, visite guidate al centro storico, alla Chiesa di San Giorgio con esposizione del Crocifisso cinquecentesco, sagra enogastronomica petrellese con musica live, fiera tradizionale popolare con stand e degustazione di prodotti tipici locali e molisani e stand di artigianato artistico. Il calendario si amplia con esperienze trasversali e continuative: virtual tour interattivi , visite guidate ,lectio itineris, convegni, seminari, rassegna di musica sacra, mostre di arte, visita al centro storico, escursioni nella natura presso l’ex rifugio forestale al bosco castel di Rocca, degustazione di prodotti tipici (Cantina Colle Sereno, laboratorio di apicoltura Trucco, maiale casertano Alessandro Ruscitto), manufatti artistici, souvenir , laboratori didattici. A corrolario di  tutte queste belle iniziative l’apertura della “Biblioteca Marabelli” contribuirà ad accrescere il patrimonio culturale del territorio ed arricchire l’offerta turistica.

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La chiesa San Giorgio martire proposta da Ansa-Viaggiart

Di Cinzia Tamburrello Torna a far parlare di sè Petrella Tifernina e il fascino misterioso del romanico racchiuso nello scrigno di bellezza, arte, storia cultura e spiritualità rappresentato dal monumento S. Giorgio martire, la chiesa che, come si legge nell’articolo di Stefania Passerella (https://www.ansa.it/canale_viaggiart/it/regione/molise/2019/02/12/san-giorgio-martire-gioiello-romanico_) potrebbe aver custodito la sindone. “Qualcuno potrebbe ricordarla perché è stata tra le bellezze scelte per rappresentare l’arte della regione Molise all’Expo 2015 di Milano, ma non tutti sanno che secondo la tradizione per un periodo potrebbe aver custodito al proprio interno la Sacra Sindone, affidata ai Templari”. L’articolo prosegue nella fedele sintesi della genesi storica ed architettonica, così come ricostruita e desunta dalle autorevoli fonti di studiosi che si sono dedicati allo studio della chiesa di San Giorgio martire : “fondata nel 1165, la chiesa di San Giorgio è stata consacrata nel 1211. Nel 1901 è stata dichiarata monumento nazionale. Si trova nella parte vecchia del paese, cuore di un “trittico” architettonico che comprende tre monumenti in uno: un tempio bizantino, uno longobardo e uno romanico”. Immancabile il riferimento al Crocifisso, scultura lignea che autorevoli storici dell’arte come il prof. C. Strinati, datano al XVI sec. “un mistero”, solo parzialmente svelato, è quello del crocifisso ligneo conservato nella chiesa, il cui valore storico e artistico è stato ignorato per secoli. La scultura conserva oltre dieci strati di policromia e in seguito all’intervento di Restauratori senza Frontiere è spuntato fuori che risale al Cinquecento. I restauratori hanno accertato con l’analisi al carbonio che il tronco di pioppo da cui è stata tratta l’immagine è stato tagliato intorno ai primi anni del XVI secolo”. Mentre la ricerca storica persegue il criterio scientifico della validazione delle ipotesi attraverso prove documentali, di difficile reperimento, la Passarella salvaguarda l’aspetto affascinante del mistero: “la suggestione maggiore però è quella legata ai Templari e alla Sacra Sindone, la reliquia più importante per il mondo cristiano. Dal 1578 la Sindone è conservata nel Duomo di Torino e dalla metà del XIV secolo se ne hanno testimonianze storiche certe. Ci sono però dei vuoti temporali che, secondo la tradizione, sono gli anni in cui la Sindone, custodita dai Templari, viene nascosta e compie un viaggio itinerante per arrivare in Europa. Il Molise, con la chiesa di San Giorgio a Petrella, potrebbe essere stata una tappa. Secondo studi, ancora in corso, indizi in questo senso si ritrovano in alcuni dettagli figurativi e decorativi sulle colonne e sul fonte battesimale della chiesa. Proprio quest’ultimo è in sé una chicca: è ricavato da un blocco monolitico e semisferico in pietra con un’apertura di circa un metro di diametro”. L’attenzione mediatica destinata, in maniera sempre più frequente, alla chiesa san Giorgio martire e del borgo medievale di Petrella Tifernina, non  affievolisce l’entusiasmo e contribuisce ad  innalzarne l’attrattività , al contempo continua l’impegno dell’ass. San giorgio martire onlus e del centro studi “Tiphernum” nel documentare e storicizzare il monumento e nel valorizzarlo con operazioni di marketing territoriale che la propongano come emergenza territoriale nelle more dell’accessibilità e della fruibilità turistica. In quest’ottica si riconferma la programmazione annuale che prevede, l’implementazione della proposta culturale basata sulle innovative tecnologie 3D, di tour virtuali, applicazioni di realtà aumentata, servizi  diffusi dal portale dell’associazione oltre e alle specifiche APP. Un’estensione progettuale  attraverso l’utilizzo di sistemi multimediali interattivi volti a valorizzare spazi espositivi, percorsi didattici immersivi e multisensoriali al fine di creare un’interazione  diretta con il visitatore e l’oggetto dell’esposizione. Le tecnologie dovrebbero contribuire a trasformare l’esperienze turistiche religiose ed artistiche in fruizioni dinamiche, coinvolgenti, emozionali ed altamente suggestive oltre che potenti strumenti di comunicazione, informazione, intrattenimento, edutainment. Superfici interattive, touchscreen, multi-touch, info points, sistemi audio/video, illuminotecnica speciale, teche virtuali, sistemi di interazione tra reale e virtuale, diffusori sonori e dissipatori di fragranze, piattaforme gestionali custom, sistemi di autodiagnostica , riproduzione di manufatti dalla scansione 3D. Il programma prevede inoltre una pubblicazione sulle fasi e i lavori di restauro del Crocifisso Ligneo,  un convegno a marzo  con la partecipazione dell’astrofisico prof. Gaspani sull’ allineamento astronomico della chiesa e un seminario di studio dell’Università di Ravenna sul significato teologico dei simboli scolpiti sui capitelli, previsto per la sessione estiva.  

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Il battesimo di Gesù nel Giordano e l’adorazione dei Magi tempo di epi-fania

di Cinzia Tamburrello Il battesimo di Gesù è la manifestazione di Gesù in quanto Figlio di Dio e Figlio dell’uomo, come  fa meditare la liturgia: “Quando colui che aveva dato vita all’universo decise con un’opera veramente mirabile, di ricapitolare in Cristo tutte le cose e volle ricondurre la natura dell’uomo alla sua condizione primitiva di dignità, rivelò che gli avrebbe concesso in seguito, tra gli altri doni, anche lo Spirito Santo; non era infatti possibile che l’uomo tornasse altrimenti ad un possesso duraturo dei beni ricevuti. Stabilisce dunque Dio il tempo della discesa in noi dello Spirito ed è il tempo della venuta del Cristo, che egli ci annunzia dicendo: «In quei giorni», cioè nel tempo del Salvatore nostro, «Io effonderò il mio Spirito su ogni creatura» (cfr. Gl 3, 1). Cristo ricevette lo Spirito in quanto uomo ed in quanto era conveniente per un uomo il riceverlo. Il Figlio di Dio, che fu generato dal Padre rimanendo a lui consustanziale, e che esiste prima della sua nascita umana, anzi assolutamente prima del tempo, non si ritiene offeso che il Padre, dopo la sua nascita nella natura umana, gli dica: «Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato» (Sal 2, 7). Dal «Commento su san Giovanni» di san Cirillo d’Alessandria, vescovo Lib. 5, cap. 2; PG 73, 751-754 L’effusione dello Spirito Santo su tutti gli uomini ). Le espressioni liturgiche ed artistiche si incaricano di” mostrare agli uomini la bellezza della memoria, la forza che ci viene dallo Spirito e che ci rende testimoni perché siamo figli di testimoni; far gustare loro le cose stupende che lo Spirito ha disseminato nella storia; mostrare che è proprio la Tradizione a conservarle dando quindi speranza a coloro che, pur non avendo veduto i loro sforzi di bene coronati da successo, sanno che qualcun altro li porterà a compimento, allora l’uomo si sentirà meno solo, meno rinchiuso nell’angolo angusto del proprio operato individuale ( https://w2.vatican.va/content/john…/hf_jp-ii_apl_19950502_orientale-lumen.html )”. Sulle tracce artistiche e liturgiche del  battesimo l’apparato architettonico ed iconografico della chiesa S. Giorgio martire, ci riportano molto indietro nel tempo; “ancora sulla sinistra entrando l’imponente fonte battesimale (in realtà la collocazione attuale lo situa sulla destra in prossimità dell’altare) «che ricorda così da vicino nella sua forma primitiva il fonte battesimale del 1134 proveniente dal celebre monastero di San Salvatore dei Greci conservato nel Museo nazionale di Messina (n. 1704)» (C.Di Paola, Petrella Tifernina nella storia e nell’arte Urbania 1950 p.46). Dall’atrio al santuario il fedele deve percorrere la via della salvezza; il portale predispone al passaggio da una realtà quella terrena ed umana a quella sacra e trascendente, , la navata risuona la parola di Dio e il fonte battesimale, in stretta relazione con l’acquasantiera consente la purificazione necessaria per accostarsi al Sancta Sanctorum, centrato sull’altare e circoscritto dal cancello” ( Cinzia Tamburrello La Chiesa “grecanica” di San Giorgio a Petrella Tifernina (CB) Storicizzazione, architettura, tipicità del culto e ritualità liturgiche nel medioevo pp 64-65). “L’attuale posizionamento (nei pressi della balaustra che circonda l’altare, sul lato destro della stessa per chi guarda) del primo di essi (una grande vasca ricavata da un unico blocco di pietra), più che certamente, non è quello originario. Anche se prima di tale posizione il fonte battesimale era situato appena dopo l’ingresso del portale principale della chiesa, sembra probabile che “non è senza  ragione che logicamente esso avrebbe potuto essere stato posto davanti alla porta”; questo, al più tardi, prima del IX-X secolo. Del resto, si sa per certo che il fonte battesimale, relativamente agli edifici cristiani di culto, “venne posto in un primo momento all’esterno, davanti la porta; poi nell’atrio, e infine all’interno, vicino all’entrata”. Di quest’ultima sistemazione rimane traccia nel posizionamento delle acquasantiere, nelle quali si intinge prima di segnarsi non appena entrati nel tempio sacro. In effetti, “la piccola abluzione che noi facciamo entrando nella chiesa non ha alcun valore se non perché ricorda e riattualizza in un certo qual modo il nostro battesimo”. E tanto la forma, arcaica ed assai semplice ma solenne (così che se ne potrebbe ipotizzare anche un suo ‘reimpiego’ nella struttura attuale), del fonte battesimale pre-romanico (e, probabilmente, assai più antico della stessa chiesa attuale) di Petrella quanto il fatto che esso lascerebbe pensare ad una sua destinazione alla tipologia del battesimo per immersione, che, mentre a Roma cade in disuso nel corso del IX secolo, è documentato essere stato più persistente nella tradizione orientale e bizantina, oltre che nello specifico di quella autoctona ‘grecanica’beneventana. Francesco BOZZA, Petrella Tifernina e la Chiesa di San Giorgio: rilettura storica, https://www.sangiorgiomartireonlus.com, 2018 pp 30-31).

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SOGNO E REALTÀ SULLA VIA DELLA BELLEZZA

Cinzia Tamburrello Con  ulteriore colpo d’ala  sembra virare al futuro l’associazione San Giorgio martire onlus  che mirando allo sviluppo e alla promozione del territorio, torna a sorprendere attraverso la produzione di manufatti.  Si tratta della riproduzione dei capitelli dalla scansione 3D, riproduzione alquanto fedele che non tralascia neppure le imperfezioni dei bassorilievi dovute al logorio della pietra. I manufatti sono stati realizzati da una macchina a controllo numerico e ad estrusione con  pietra di comiso in scala (cm 40×40×30) e dal peso di 60 kg. Una vera e propria idea imprenditoriale che emula il cosidetto “Realismo magico”, attribuito al grande  Brunello Cucinelli, uno giganti dell’imprenditoria italiana il quale in occasione della presentazione della sua biografia  al Mudec di Milano,  ha identificato i due fattori del successo, nella realtà del suo percorso di imprenditore e nella visione, quasi magica,  della vita e del futuro.  Un messaggio carico di speranza è dunque quello rivolto ai giovani «La cosa più importante è non avere paura. Non lasciatevi influenzare da chi sottolinea gli aspetti di difficoltà e incertezza che la vita riserva. È tutto vero, vivere è complicato…. non abbiate mai paura del futuro, vivete il presente con leggerezza e parlate e sognate a ruota libera. Fatelo soprattutto con i vostri amici e amori». Le parole di Cucinelli dense di carica esperienziale riecheggiano lo stesso invito a non avere paura  rivolto ai giovani da parte di papa Francesco e dei suoi due predecessori. Certo dalle parole di  Brunello Cucinelli giunge un altro messaggio fondamentale: «Sognare, immaginare, fantasticare, sono buoni punti di partenza. Poi però le energie – quelle tipiche della fase lavorativa della vita – vanno indirizzate, convogliate». Anche i messaggi sulla tecnologia e sul digitale sembrano particolarmente in linea con la vision dell’associazione San Giorgio martire onlus, la quale con uno sguardo al passato è tutta protesa al futuro per la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale con ricadute sul welfare turistico e la creazione di opportunità occupazionali. «La tecnologia è una cosa fantastica….Conviene restare umani, custodire la riservatezza, preservare degli spazi di “non connessione”. Servono per stare con noi stessi e con gli altri, per parlare davvero con amici e parenti, per passeggiare in un bosco. Un’altra priorità che dobbiamo darci è quella di farci custodi della natura, del creato e di tutto ciò che di bello hanno fatto le persone che hanno abitato questo pianeta prima di noi». Ed è proprio all’essere custodi della bellezza che risponde il progetto: “San Giorgio martire e le sue pietre narrate attraverso le nuove tecnologie-il digitale a servizio della conoscenza e del dialogo con Dio” (https://www.sangiorgiomartireonlus.com) in un tendere all’ammodernamento delle tecniche per innalzare la fruibilità e l’accessibilità del patrimonio artistico, senza tralasciare di salvaguardare i messaggi altamente spirituali e fondativi dell’essere che la via pulchritudinis racchiude in sè.    © Riproduzione riservata

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MANUFATTI DI PIETRA PER LA CELEBRAZIONE DEL CREATO

Cinzia Tamburrello «Laudato si’, mi’ Signore», cantava san Francesco d’Assisi. In questo bel cantico ci ricordava che la nostra casa comune è anche come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia: «Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba». Il cantico delle creature è riecheggiato dalle parole di Papa Francesco a quelle dell’arcivescovo  della diocesi di Campobasso Bojano mons. Bregantini, che in occasione della  giornata del ringraziamento (11/11/18) svoltasi  nella sala museale di Petrella Tifernina, ha richiamato l’essenzialità del legame con la terra e le proprie radici per il successo delle attività imprenditoriali legate alla coltivazione del suolo, all’allevamento di bestiame e alla valorizzazione culturale e paesagistica del territorio. Gli interventi introdotti dal sindaco di Petrella Alessandro Amoroso,  hanno evidenziato le necessità di azioni di solidarità, sussidiaretà ed inclusione a sostegno della tutela e dello sviluppo del territorio. Temi questi trattati con chiari riferimenti al magistero della chiesa dagli autorevoli interventi dei relatori; il prof. Cacchione della pastorale del lavoro, la prof.ssa Fiorenza direttrice della scuola di formazione socio-politica “Toniolo”della diocesi di Campobasso Bojano, il prof. Maiorano docente Unimol di scienze e tecnologie agrarie alimentali, forestali e ambientali. Interessanti e pregni di tutto lo spessore dell’esperienza vissuta gli interventi dei produttori locali; il dott. Trucco che, trasferitosi da Genova a Petrella ha affrontato la sfida di dedicarsi all’apicoltura con risultati di eccellenza e il dott. Ruscitto Alessandro che ha portato sul mercato nazionale ed internazionale un’altra eccellenza petrellesse e molisana  rappresentata dal maiale casertano . E nel segno di una continua oscillazione tra passato e presente, nel suo guardare alla storia per vivere radicati nel presente ed aver uno slancio al futuro, si è collocato l’intervento di Virginio Marinelli. Il vice presidente dell’associazione S.Giorgio martire, ha ripercorso tutte le azioni messe in campo dall’associazione tra le più significative:  pubblicazione della rivista “Dai segni della storia al progetto per il futuro” a cura di Francesco Bozza del Dipartimento Culturale “Tiphernum” (2017) , master in architettuta, arti sacre e liturgia presso l’Università Europea di Roma (2014-15), pubblicazione  del catalogo “Pietre Vive” percorsi di arte e fede donata al papa S.S. Benedetto XVI (udienza generale a Castel Gandolfo  09 settembre 2012)  e al  papa S.S. Francesco (05 luglio 2014) ,  seminario di studio l’UNIER di Roma: “Conversi ad Dominum”(2014-2015),  convegno: “Il culto della sindone e i templari tra oriente ed occidente” a cura del Prof. Giulio Fanti sindonologo  dell’Università di Padova (2013),  pubblicazione de “Medioevo nel Molise – il cantiere della chiesa di San Giorgio martire a Petrella Tifernina” di Gandolfo Gianandrea Angelelli Pomarici – Gangemi Editore (2012). Da questo rapido excursus si approda al progetto più recente dal titolo “San Giorgio e il Romanico – Narrazioni dal nostro passato” , che collocato in un ambito tematico culturale ed artistico prevede la promozione del territorio, dell’artigianato artistico e tradizionale e del turismo religioso e culturale. Il progetto mira ad un percorso di valorizzazione della Chiesa San Giorgio Martire di Petrella Tifernina e di altre Chiese Romaniche Molisane come Santa Maria della Strada di Matrice e Santa Maria di Faifoli di Montagano tutte rientranti nell’Antica Diocesi di Limosano. Questa proposta culturale si basa sulle Innovative Tecnologie 3D, di Tour Virtuali oltre ad Applicazioni di Realtà Aumentata , tecnologie che potrebbero contribuire a trasformare l’esperienze turistiche religiose ed artistiche in fruizioni dinamiche, coinvolgenti, emozionali ed altamente suggestive oltre che potenti strumenti di comunicazione, informazione, intrattenimento.

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È un labirinto ‘Caerdroia’ il misterioso grafite della chiesa San Giorgio Martire

 IL LABIRINTO CHE NON DOVREBBE ESISTERE: IL”CAERDROIA” DI PETRELLA TIFERNINA (CB) IN MOLISE di Giancarlo Pavat Chi ha avuto modo di conoscermi, o ha seguito i miei lavori, saprà certamente che io intendo la “ricerca” come un lavoro di equipe, come un continuo confronto con altri ricercatori e appassionati, uno scambio di informazioni, curiosità, novità, a maggior ragione in un campo come quello delle ricerche sui labirinti, molti dei quali dimenticati dalla storia e dagli uomini e sperduti in siti e località fuori mano, poco note. Non basterebbe una intera umana esistenza per setacciare l’Italia al fine di scovare nuovi esemplari. Giocoforza, per poter avere un quadro il più possibile completo, non è possibile prescindere da una intensa opera e attività di condivisione. Ed è proprio in questo modo che un paio di anni fa venni a conoscenza dell’esistenza di un esemplare di labirinto rarissimo per il nostro Paese. Un Labirinto presente in una chiesa medievale del paese di Petrella Tifernina (CB) in Molise. Chiesa dedicata al cavaliere uccisore  di draghi per antonomasia: San Giorgio.     È stata la ricercatrice e scrittrice bergamasca Marisa Uberti a informarmi sulla scoperta di questo Labirinto ed a fare in modo che potessi mettermi in contatto con lo scopritore. Ovvero il giovane molisano Mario Ziccardi, studioso di Storia dell’Arte. “Petrella Tifernina è un centro abitato della provincia di Campobasso, dista dal capoluogo di regione circa 20 chilometri in direzione nord; il paese è situato nella media valle del fiume Biferno, a destra del corso d’acqua a circa 650 metri sul livello del mare. ll territorio di Petrella è attraversato da una fitta rete di percorsi viari che hanno reso questo centro uno snodo di un certo rilievo, inoltre non è lontano dai percorsi tratturali principali quali il Lucera-Casteldisangro e il Celano-Foggia”. Già da questa breve descrizione si intuisce come la località in cui si trova il Labirinto, fosse un punto di passaggio per viandanti, pastori, mercanti e, certamente pure, pellegrini. Il monumento principale di Petrella Tifernina è la chiesa di San Giorgio; vero e proprio gioiello artistico ed architettonico del Molise. Ma pure uno scrigno colmo di segreti e misteri. Basti pensare che secondo una accreditata leggenda locale, nel Medio Evo la chiesa avrebbe ospitato la Sacra Sindone prima che venisse portata in Francia. Non per nulla, nella navata sinistra è esposta una riproduzione a grandezza naturale del misterioso Sudario di Torino. “La chiesa fu edificata tra la fine del XII secolo e gli inizi del XIII secolo (e precisamente per volere del magister Epidius attorno al 1211) probabilmente su precedenti preesistenze (forse un antico luogo di culto sannita) ed è un pregevole esempio di architettura romanica che trova nell’edificio particolari e inedite caratteristiche che contraddistinguono la sua unicità in un contesto rurale come storicamente appariva quello molisano” spiega Ziccardi “L’edificio cultuale ha pianta parallelepipeda con tre navate absidate, il presbiterio rialzato come la sagrestia voltata a crociera accessibile dall’abside della navata di sinistra” Secondo l’architetto Calvani, direttore dei lavori di restauro del 1959, la zona absidale sarebbe stata costruita sulle strutture di un precedente edificio, impropriamente chiamato cripta di San Giorgio, conservandone anche l’orientamento originario. “Le particolarità all’interno della chiesa sono molteplici: la particolare forma della planimetria è inusuale nelle chiese in stile romanico”. Le tre navate sono separate da robusti pilastri di pietra, uniti tra loro da archi a tutto sesto; elementi disposti secondo un ordine asimmetrico. Certamente consapevolmente e deliberatamente cercato e voluto, il cui motivo, però ci sfugge. Quando nell’ottobre del 2015, dopo numerosi rinvii per svariati motivi ed impedimenti, sono riuscito a visitare la chiesa di San Giorgio, assieme all’amico Gaetano Colella (uno dei curatori di questo sito, nonché membro del “Mistery Team”) e ad Mario Ziccardi (che ringrazio per averci fatto da guida in quella splendida domenica d’ottobre), sono rimasto davvero colpito dalla cifra iconografica dei vari bassorilievi, sia interni che esterni, dell’edifico sacro. E mi riprometto di dedicarmi quanto prima ad uno studio approfondito dei messaggi nascosti che certamente veicolano. Vi sono infatti “Fiori della Vita”, Nodi di Salomone cruciformi, trisceli, doppie spirali, esseri zoo ed antropomorfi, creature fantastiche e mostruose, come la sirena bicaudata o grifoni. E ancora, Adamo ed Eva assieme al Serpente tentatore, protome bovine, i pavoni che si abbeverano alla Coppa della Vita. In pratica la chiesa di San Giorgio si presenta come una sorta di summa dei simboli dell’arte romanica; vi ritroviamo tutto il repertorio che l’arte sacra dell’Alto Medio Evo attinse dai miti e dalla simbologia pagana. E tra tutti questi simboli non poteva mancare quello del Labirinto. Si trova sul primo pilastro a sinistra per chi entra dall’ingresso principale, quello su largo canonico Fede. “Tra i tanti simboli riconoscibili all’interno dell’edificio sacro, il labirinto è quello che è passato più inosservato: è inciso sulla prima colonna a sinistra ad una altezza di circa un metro e mezzo dal pavimento, ha dimensioni di circa quarantaquattro centimetri di larghezza e trentacinque centimetri di altezza” sottolinea Ziccardi. Ma il Labirinto di Petrella Tifernina non è come tutti gli altri esemplari sparsi in giro per l’Italia. Costituisce un vero e proprio unicum. Infatti, al momento è l’unico esemplare noto nel nostro Paese riconducibile alla tipologia chiamata “Caerdroia”. Con questo termine vengono indicati in Inghilterra, e soprattutto nel Galles, dei particolari labirinti unicursali spiraliformi, riconducibili comunque alla tipologia “classica” ma caratterizzati dal fatto che alcuni tratti dei corridoi sono rettilinei. Lo evidenzia anche Ziccardi “La particolarità più interessante è la parte inferiore rettilinea, caratteristica propria di questa tipologia di labirinto”. Ma che cosa significa “Caerdroia”? Il nome potrebbe derivare dal gaelico “Cairn”, “carn”. Termine con cui si indica un cumulo di pietre posto a ricordo di qualche evento o personaggio, e contiene la radice celtica “car” o “kar”, riferito a pietra. Da cui, come ho spiegato nel libro “Fino all’ultimo Labirinto”, “i nomi di regioni italiane ed europee, rocciose o con aspri rilievi, che hanno visto una presenza celtica o di popolazioni ad essa affini prima della conquista romana. Come il “Carso” (il brullo altipiano alle spalle di Trieste), “Karst” in tedesco, “Kras” in slavo; oppure “Carnia” (“Cjargne” in friulano, la regione montuosa del Friuli-Venezia Giulia) o ancora la regione austriaca della “Carinzia”, “Kärnten” in tedesco; o la “Carniola”, “Krain” in tedesco, il nome medievale dell’attuale Repubblica di Slovenia. Mentre “Droia” sarebbe semplicemente la corruzione, appunto, del nome “Troja”. Quindi “Città di pietra” o “con le mura di pietra”. E

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