San Giorgio Martire onlus

San Giorgio martire

Notizie

I magi come i pellegrini medievali sulla scia di una “stella di luce”

di Cinzia Tamburrello Il fiore della vita scolpito in uno dei capitelli a destra (entrando) della chiesa S. Giorgio Martire a Petrella Tifernina, trova un corrispettivo tanto distante quanto interessante lungo la via Matildica del Volto Santo, un cammino alla scoperta dei territori di Matilde di Canossa, lungo 284 chilometri che attraversa in 11 tappe (con 3 varianti) il territorio di 3 regioni italiane (Lombardia, Emilia, Toscana), da Mantova a Lucca passando per Reggio Emilia.  Ancora una traccia della collocazione della chiesa di S. Giorgio martire lungo le direttrici delle vie che portavano in Terra Santa, naturalmente riferite alla via Francigena, che oggi si sviluppa lungo la direttrice di più regioni, il Lazio, la Toscana, l’Emilia Romangna, la Ligura, il Piemonte. Tale ipotesi trova un interessante documentazione nel testo del prof. Francesco BOZZA, “Petrella Tifernina e la Chiesa di San Giorgio: rilettura storica” (https://www.sangiorgiomartireonlus.com, 2018 pp. 32,33)  “la lettura interpretativa di un fascio di documenti databili, e datati, al secondo decennio del XIV secolo ha recentemente fatto emergere che Petrella, con la sua chiesa di San Giorgio, si trovava posizionato proprio ai margini di un percorso viario, che, proveniente da Civitanova e Frosolone (dove un tratto viene indicato “via francisca”), dopo aver attraversato, sotto Limosano, l’antico ponte sul Biferno, risaliva verso Petrella, per proseguire nella direzione di Ripabottoni e giungere, infine e dopo aver toccato Dragonara e Fiorentino (insediamenti nei quali vi sono elementi, come una porta di accesso ad una delle due civitas, che sono ugualmente collegati ad una “via francigena”), sia al santuario del Gargano e sia verso i porti pugliesi. E, del resto, solamente una posizione al margine di un’arteria stradale di rilievo potrebbe giustificare un edificio di culto così importante nella piccola Petrella.  Di rilievo tale che, oltre alle possibilità della frequentazione di pellegrinaggi, viene percorsa, certamente dopo il 10 giugno 1053 (ma, in precedenza, più di un’altra volta)data in cui tenne un placito “loco Sale, iuxta Bifernum fluvium” anche da papa Leone IX, quando, “cum contra Apulie fines pergens” (Chronicon Vulturnense), era diretto a Civitate per lo scontro con i Normanni del successivo 18 di giugno. L’ Arch. Erika Villamagna:“Homo Viator – Dagli antichi tracciati alle strade di San Giorgio”, nel ricostruire la viabilità della media–valle del Biferno, stabiliva una correlazione tra la collocazione lungo la vie di pellegrinaggio e determinati simboli da lei documentati; “abbiamo infatti la scritta “Christus nobiscum state”, inciso sulla colonna a destra della porta Nord, sulla terza pietra da terra, considerata una preghiera per la protezione della città dai terremoti e dalle calamità naturali. Scritta incisa sulla colonna a destra della porta Nord, sulla terza pietra da terra Inoltre le pietre crucisegnate che hanno la funzione di evidenziare l’arrivo in un luogo eminente. Posizionate sulle porte della città, segnano ai pellegrini l’arrivo nel luogo della purificazione. Incisioni sulla colonna a destra della porta Nord, sulla seconda pietra da terra, nella parte interna. Primo tra tutti il labirinto, inciso sulla prima colonna a sinistra ad una quota di circa un metro e mezzo dal pavimento, ha dimensioni di circa quarantaquattro centimetri di larghezza e trentacinque di altezza. Ha 11 corridoi, ed è la rappresentazione allegorica di una grande città dalle possenti mura. Abbiamo poi, inciso sulla stessa colonna, ad un’altezza maggiore, un graffito raffigurante due pavoni ed un pesce. I primi due animali, che aprendo la coda mostrano i 100 occhi di Dio, sono il simbolo dell’immortalità. Il pesce, invece, “ichthus” in greco, corrisponde alle iniziali di “Iesous Christos Theou Uios Soter”, ossia Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore” (https://www.sangiorgiomartireonlus.com/ambiti/studi-storici-e-culturali/tesi/pp 33,34,35). Già la comparazione del labirinto con altri come quello della chiesa di S. Pietro a Pontremoli, risultava essere una prova provata della collocazione della Chiesa San Giorgio martire sulle vie di pellegrinaggio, caso mai rappresentando una meta santuariale di notevole importanza: la presenza del labirinto, nelle chiese che costeggiavano la via Francigena, indica la via salutis (via della salute) il percorso iniziatico che conduce dalla soglia del tempio fino all’altare; si entra nel mistero del tempio e appena entrato il pellegrino si sente dentro il ventre di un’arca (non a caso la leggenda di Giona viene paragonata all’episodio dell’arca di Noè) che naviga sulle acque di questo mondo, ma in un altro tempo. A questo punto un altro simbolo, quello del fiore della vita sembra fornire un altro indizio interessante; una “rosa della vita” scolpita nel vivo della rocca rinvenuta dal CAI di Reggio Emilia nella stretta dell’Amarotto come riportato nell’articolo: “I simboli dei pellegrini medievali scoperti sulle rocce della torre dell’Amarotto” (agenzia redacon 31 agosto 2018https://www.redacon.it/2018/08/31/i-simboli-dei-pellegrini-medievali-scoperti-sulle-rocce-della-torre-dellamorotto). Sul piano simbolico il fiore della vita è l’icona della “via maestra”, interpretata come la “stella di luce ” che indicava ai pellegrini il  percorso per giungere alla “Salvezza”: accanto al fiore della vita vengono portati alla luce altri segni riconducibili  all’epopea dei grandi itinerari di pellegrinaggio medievale, incisioni situate a pochi metri dal tracciato della Via Matildica del Volto Santo, la quale individua diverse località tra le quali Pontremoli, la cittadina già citata .  stretta dell’Amorotto percorso dalla Via Matildica del Volto Santo La “rosa della vita” scoperta dagli esperti del CAI a lato della Via Matildica Icona del Sacro Monte, direttamente riconducibile all’epopea dei pellegrinaggi medievali. Tra le incisioni documentate dal  Comitato Scientifico CAI, le piu’ suggestive sono quelle che raffigurano il “sacro monte”  classiche icone figurative dei pellegrinaggi di Fede medievali, ampiamente diffuso come simbolo di vita e di luce . Il complesso incisorio della Torre dell’Amorotto costituisce quindi una delle piu’ importanti scoperte reggiane di testimonianze direttamente riconducibili all’affascinante scenario dei pellegrinaggi medievali che nel nostro appennino aveva quindi una insospettata importanza.  Dal nostro punto vista, il materiale fotografico e testuale tratto dall’articolo “I simboli dei pellegrini medievali scoperti sulle rocce della torre dell’Amarotto” , rappresentano una chiara allusione al simbolo del fiore della vita e alle rappresentazioni del Sacro Monte documentate da Erica Villamagna, interessante parallelismo che contribuisce a sottrarre la chiesa S. Giorgio martire, dal nimbo della dimenticanza per elevarne la grandezza a luogo di riferimento di fede e spiritualità.

Notizie

Nel segno di S. Giorgio le testimonianze della fede

di Cinzia Tamburrello “Dono dei cittadini di Petrella Tifernina” è la dedica riportata nella parte inferiore dell’immagine di San Giorgio (fig. a destra) raffigurata nel meraviglioso mosaico (fig. a sinistra) di una vetrata dell’omonima chiesa di una cittadina newyorkese. Il culto a S.Giorgio ha attraversato i secoli e le nazioni, essendo il cavaliere emblema della fede nell’accezione del combattimento del credente “la nostra battaglia infatti non è contro la carne e il sangue, ma contro i Principati e le Potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti” (Ef. 6,12), e del difensor fidei “le porte degli inferi non prevarranno di essa (la chiesa)” (Mt. 16,18). A Petrella la più antica rappresentazione di San Giorgio, il megalomartire, al quale è consacrata la chiesa, si trova in una formella posta sulla facciata laterale, esposta a sud sulla destra della porta d’ingresso. La posizione che attualmente può sembrare a latere, probabilmente è stata nella mente del costruttore dell’epoca, di particolare evidenza se si sgombra il campo da tutte le abitazioni posticce che attualmente occupano il sito, adombrandola. La raffigurazione presenta il santo nella foggia di un cavaliere bizantino che brandisce col braccio sinistro le redini del cavallo e con l’altro la lancia, nell’atto di colpire il drago – serpente il quale, fauci spalancate, giace ai piedi del cavallo rampante, la cui postura è in movimento e in assetto di attacco. La devozione a S. Giorgio, ampiamente diffusa in alcuni comuni molisani: Campobasso, Mirabello Sannitico, Scapoli, Tavenna, Chiauci e Montecilfone, ha origini bizantine e risale al V VI sec. In epoca successiva grande impulso alla diffusione del culto a S. Giorgio, sembra che sia da attribuire ad Alezco gastaldo di Bojano nel 700, mentre dal punto di vista locale, sembra di più immediata evidenza far risalire l’introduzione a Zottone , che al tempo della dominazione longobarda si distingue come signore di Petrella  rimanendo in carica dal 571 al 591, anno in cui a lui subentrò Arechi. La figura del duca, carismatica e accentratrice sia sul piano politico che religioso, è avvolta nel mistero tanto che Paolo Diacono documenta solamente che i signori di Petrella «preferivano vivere in un castello di una costruzione edificato nelle vicinanze di Petrella e successivamente denominato: Rocca Petrella ». Per la sua diffusione del culto di S.Giorgio, si parlerebbe di vera e propria globalizzazione nonchè di linguaggi universali dell’arte e delle sue espressioni; per le innumerevoli rappresentazioni iconografiche si rimanda alla tesi Arch. Elena Desco dal titolo “San Giorgio – Iconografia, simbologia e diffusione del culto” al link: https://docs.google.com/gview?url=www.sangiorgiomartireonlus.com/wp-content/uploads/2018/03/tesi-san-giorgio-2.pdf. In questa sede,  volendo continuare un filone di attualizzazione dei temi e dei simboli della nostra tradizione religiosa, si cita l’importante scoperta avvenuta qualche settimana fa nella chiesa di San Giorgio a Schenectady-New York le cui vetrate raffiguranti il cavaliere portano la firma della comunità petrellese a New York . Il dono risale molto probabilmente al 1920 e rappresenta una traccia documentale importantissima della presenza piuttosto consistente della comunità petrellese a New York e dei legami con la terra d’origine mantenuti integri e tramandati fedelmente in una delle realtà più cosmopolite e multietniche . Traccia documentale dei flussi migratori che ovviamente hanno riguardato anche la famosa e affascinante città statunitense, le vetrate sono una testimonianza del lungo e talvolta faticoso,  processo di integrazione che i nostri padri hanno affrontato all’estero, in terre lontane e sconosciute dove sono approdati inseguendo il miraggio “di trovare  strade  lastricate d’oro e al contrario non abbiamo trovato neppure le strade, diventando noi stessi costruttori di strade” come racconta la commovente affermazione di uno dei protagonisti di quella storia. Fenomeno migratorio che Antonio Di Lallo descrive così “Petrella che come abbiamo visto è sempre appartenuta al Contado di Molise, con l’unificazione dell’Italia si inserisce nel quadro nazionale partecipando, limitatamente alle sue possibilità a tutte le vicende della Patria. La sovrappopolazione della campagna, la decadenza della pastorizia, la inappagata fame di terra del contadino, l’aumentata pressione tributaria non bilanciata dall’esiguità dei salari, la condizione di emarginazione e di precarietà, dettano il doloroso fenomeno dell’emigrazione, che affacciatosi in sordina intorno al 1870, assume proporzioni di un vero e proprio esodo a partire dal 1880. Nel periodo 1881-1899 all’incirca novecento petrellesi abbandonano la loro terra! Il flusso migratorio si dirige in particolar modo verso gli Stati Uniti (New York) con frange in Argentina; totalmente ignorati i Paesi Europei” (tratto dal testo di ANTONIO DI LALLO d.O., Petrella Tifernina: di tutto un po’…attraverso le parole e le immagini, Editrice Lampo, Campobasso 1985). Nel trascorrere delle vicende storiche e dei fenomeni socio-economici, ancora una volta i simboli della fede sono scrigno di tutta l’identità di un  popolo, che nel loro segno si rinnova e si rafforza anche a chilometri di distanza, un senso di appartenenza che perdura e sopravvive sulla base proprio di quei simboli e di quelle credenze che rimangono vive nel cuore e nella memoria.  

Notizie

Il Romanico in Molise: analisi storico-artistica e progetto di valorizzazione delle chiese di S. Giorgio

Si ripropone il connubio tra valorizzazione del  patrimonio artistico e culturale e la progettazione di un futuro auspicabile sviluppo territoriale. Questa l’impostazione della tesi dal titolo Il Romanico in Molise: analisi storico-artistica e progetto di valorizzazione delle chiese di S. Giorgio di Ludovica Di Tommaso, dott.ssa in scienze della formazione dei beni culturali e del turismo,  che propone una disamina degli aspetti storico-artistici dei Molise medievale, per poi coniugare al presente e perchè no al futuro le potenzialità di sviluppo territoriale racchiuse nei siti e nelle emergenze territoriali come Santa Maria della Strada a Matrice e San Giorgio martire a Petrella Tifernina. In questa ottica è di seguito  riportata una pagina interessante della tesi della Di Tommaso di analisi della fruibilità della chiesa di San Giorgio martire, che funge da presentazione e pubblicizzazione del sito e al contempo non lo risparmia dall’individuazione di criticità che andrebbero affrontare nella prospettiva di implementarne la fruibilità, attraverso un utile compendio riportato nella sua interezza al link:  https://www.sangiorgiomartireonlus.com/wp-content/uploads/2018/12/il-romanico-in-molise-analisi-storico-artistica-e-progetto-di-valorizzazione-delle-chiese-di-s-giorgio-martire-a-petrella-tifernina-e-s-maria-della-strada-a-matrice.pdf.   Tempi di fruibilità e utenza La chiesa di san Giorgio Martire è dislocata in pieno centro abitato, e proprio questa sua collocazione agevole ne favorisce il raggiungimento durante qualsiasi periodo dell’anno; la sua posizione che la vede collegata alle vie principali del centro, ne consente praticabilità ed accessibilità durante tutte le stagioni ed in qualsiasi condizione, data anche la costante presenza e disponibilità di figure preparate addette a guidare il turista alla scoperta di questo monumento, è possibile in qualsiasi giorno fruire del bene. Sicuramente una maggiore affluenza turistica si registra attorno alla seconda metà di aprile. Il ventitré di questo mese infatti, cade la festività in onore del santo martire, patrono di Petrella Tifernina e, per questa ricorrenza, il centro è meta di visitatori da tuta la regione e non solo. L’utenza interessata al monumento potrebbe essere la più varia. Di nuovo la sua dislocazione agevola la visita da parte di chiunque voglia avvicinarsi a questo bene culturale, dai più piccoli ai più grandi, dal turista occasionale allo studioso, garantendo un’esperienza soddisfacente anche per gruppi di utenti come scolaresche, famiglie o simili. Gli spunti di interesse potrebbero essere i più vari, questo tipo di monumento potrebbe interessare sotto vari aspetti, come quello storico artistico o quello architettonico; anche in questo caso bisognerebbe semplicemente riuscire a strutturare una serie di percorsi tematici alternativi in base ai potenziali interessi dell’utente e alla fascia d’età. Aspetti relativi alla promozione Le attività che si sono susseguite negli anni e che hanno avuto come obbiettivo quello di promuovere e valorizzare il sito culturale della chiesa di San Giorgio Martire, sono state molteplici, l’amministrazione e gli enti locali hanno mostrato grande consapevolezza ed interesse rispetto al monumento, dimostrando di aver compreso la sua importanza a livello storico-artistico, identitario, turistico e culturale, favorendone una corretta comunicazione. Gli eventi e le attività organizzate si devono soprattutto all’associazione culturale “Mysteria Templi”, nata nel 2010, con l’esplicito scopo di valorizzare e tutelare il patrimonio culturale di Petrella Tifernina, concentrandosi in maniera particolare sul monumento dedicato al santo martire. Tra le più importanti iniziative portate avanti dall’associazione, e non solo, sono da annoverare le seguenti: 10/07/2010 Convegno “Il culto della Sindone e i Cavalieri Templari” a cura del Prof. Giulio Fanti (docente presso l’Università di Padova e sindonologo di livello internazionale), con la partecipazione dei Cavalieri Templari Cattolici d’Italia. 10/07/2010 Annullo Filatelico. 09/2012 Convegno con la partecipazione dello scrittore Marcello Simoni, autore di bestseller medievali (premio bancarella 2012 con “Il mercante di libri maledetti”). 2010 Quinto censimento del Fai “I luoghi del cuore” 2010-2011-2012-2013-2014 Partecipazione alle giornate di primavera del Fai con visite guidate e programmi ludico-didattici per le scolaresche. 29/03/2012 Presso la sala mostre e convegni Via Giulia 142 Roma GANGEMI S. P. A. EDITORE – presenta la monografia “Medioevo in Molise il cantiere della chiesa di San Giorgio Martire a Petrella Tifernina”, di Walter Angelelli, Francesco Gandolfo, Manuela Gianandrea, Francesca Pomarici. In merito intervengono in data 29 marzo 2012: Cinzia Tamburrello,assessore pol. soc. e cult. del Comune di Petrella Tifernina; Francesco Gandolfo,professore ordinario di Storia dell’arte medievale all’Università Tor Vergata di Roma; Mario D’Onofrio, professore ordinario di Storia dell’arte medievale alla Sapienza Università di Roma; Dora Catalano, funzionario storico dell’arte della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici, ed Etnoantropologici del Lazio; Domenico di Franco, rev. parroco di “San Giorgio Martire” parrocchia di Petrella Tifernina. 2013 Collaborazione tra la parrocchia di “San Giorgio Martire” e l’Università Europea di Roma, con attività di studio ed approfondimento e stesura della tesi:“Il vangelo di San Luca nella chiesa di Petrella Tifernina”dell’arch. Luigi Dedda. 10-12/04/2015 Petrella Tifernina“Conversi ad Dominum”Master di 2° livello e corsi di aggiornamento in architettura, arti sacre e liturgia dell’Università Europea di Roma in collaborazione con la parrocchia di San Giorgio Martire. 2015 La chiesa di San Giorgio Martire di Petrella Tifernina viene scelta per rappresentare il Molise ad Expo 2015 nella sezione “Potenza della bellezza”. 2015 Pubblicazione “Le Pietre Parlanti” di Franco Valente. 03/2015 La chiesa di S. Giorgio Martire viene inserita nel volume“Alla scoperta dell’Italia con il FAI”, pubblicazione a cura del Corriere della Sera. 12/2015 “Premio nazionale Cronache dal mistero” a Mario Ziccardi per l’articolo relativo al labirinto di Petrella Tifernina, uscito sulla rivista inglese Caerdoria” n° 44 del 2015 del prof. Jeff Saward. 2016 Creazione del dipartimento e Centro Studi: “Tiphernum” con attività di ricerca, studio e pubblicazioni su rivista. 11/12/2016 Il Dipartimento “Tiphernum” dell’Associazione S. Giorgio Martire organizza il convegno“Dai segni…al Disegno” – La Chiesa “grecanica” di San Giorgio a Petrella Tifernina (CB) Storicizzazione, arte, tipicità del culto e ritualità liturgiche nel medioevo” di Cinzia Tamburrello. Nel 2017 l’associazione ha in programma i seguenti eventi culturali: 25/26/03 Giornate di primavera Fai a cura dell’ass. culturale Mysteria Templi. 04/03-23/04 -19/05 Convegni con pubblicazione degli atti a cura del Centro studi Tiphernum Aspetti relativi alla riconoscibilità e alla localizzazione Il centro di Petrella Tifernina dista circa venticinque minuti dal capoluogo di regione, la segnaletica utile all’individuazione e al raggiungimento del monumento è presente e ben visibile già a partire dalla zona periferica di Campobasso, ed è continuativa fino al paese. Il raggiungimento del sito per l’utenza automunita è quindi piuttosto agevole. Ludovica Di Tommaso

Notizie

Documentare il passato per valorizzare il presente

di Cinzia Tamburrello “Domenica scorsa la mia prima volta in Molise. Ho visitato la chiesa di San Giorgio martire di Petrella Tifernina, un monumento notevole, con un ricco apparato simbolico. Entrando un’antica lapide sulla prima colonna di destra da delle informazioni interessanti all’ignaro visitatore. La chiesa e l’altare principale furono consacrati a Dio e a San Giorgio martire il 21 ottobre 1721 dal vescovo Francesco, di Telese. La lapide riporta anche la notizia secondo cui il vescovo, su richiesta dell’arciprete Nicola, trasferì la ricorrenza annuale della consacrazione alla seconda domenica di novembre, concedendo in perpetuo un’indulgenza di quaranta giorni. L’impianto della chiesa pero’ sembra medievale. La chiesa contiene molte altre cose interessanti, da studiare…” Sono le parole del prof. Spagnuolo in visita nella chiesa san Giorgio martire a Petrella il giorno 25 novembre, che durante il suo sopralluogo,  si è soffermato su uno dei documenti più eloquenti della storia della chiesa S.Giorgio martire dato dall’iscrizione latina: MDCCXXI DIE XXI OCTOBRIS HANC ECCLESIAM CUM EIUS PRINCIPE ARA DEO ET S.GEORGIO MARTYRI SOLEMNITER CONSECRAVIT FRANCISCUS EPISCOPUS THELESINUS VISITATOR ET OMNIBUS CHRISTIFIDELIBUS EAM VISITANTIBUS DOMINICA SECUNDA NOVEMBRIS IN QUAM TRANSTULIT ANNIVERSARIUM CONSECRATIONIS QUADRAGINTA INDULGENTIARUM DIES PERPETUO CONCESSIT PETENTE NICOLAO ARCHIPRESBITERO CANAVINA. L’ipotesi più probabile è quella secondo la quale si tratterebbe di una consacrazione a seguito di interruzione al culto a causa di un terremoto, o per lavori di ristrutturazione. È ancora una volta un incontro fortuito a riportare alla ribalta un altro tassello della storia del monumento di arte romanica chiesa “San Giorgio martire” a Petrella Tifernina. Si tratta di un incontro avvenuto questa estate durante la visita a Rocca San Felice, il borgo incantato e quasi ovattato dalla foschia di mezza sera, sormontato dai resti della rocca,  una festa medievale con musici, giocolieri e botteghe, la cornice dell’incontro col prof. Spagnuolo studioso di storia e autore di numerose pubblicazioni. Giro di presentazione, scambio di battute e l’invito a visitare la chiesa di San Giorgio martire ha suscitato subito interesse e curiosità nel prof. che è venuto a visitarci. L’interesse iniziale ha trovato una valida conferma e ha consentito di portare alla luce un altro frammento di storia,  infatti con vivace accento partenopeo il prof. di fronte alla lapide posta sulla prima colonna  di destra (entrando) ha affermato: “questo è un documento”, per ribadire successivamente che addirittura sono poche le chiese così ben documentate, riservandosi di tornare a Petrella per altri sopra luoghi anche nella cripta. L’attenzione è ricaduta anche sull’iscrizione della lunetta del portale  principale, che il prof. si è ripromesso di voler decodificare abrasioni del tempo permettendo. Mentre aspettiamo che un’altra pagina di storia si scriva sulla chiesa S. Giorgio martire, non resta che rallegrarsi per l’entusiasmo e la curiositas nonchè per l’attaccamento al patrimonio storico culturale ed artistico , che in questa come in altre circostanze si è mostrato vincente. È il caso del Crocifisso ligneo venerato nella Chiesa “San Giorgio martire” a Petrella Tifernina, e restituito al suo valore artistico nel 2017 dalla maestria dei Restauratori senza frontiere. Ancora una volta esemplare prassi di recupero e valorizzazione del patrimonio che nasce dal basso; in questo caso i parrocchiani mossi dalla volontà di prevenire il degrado del manufatto dovuto all’usura del tempo, si sono attivati per ottenerne il restauro. Così in maniera fortuita, si è restituita tutta la bellezza al Crocifisso, le cui fattezze seguono canoni biblici ben precisi, come evidenziato dalla lettura iconologia del sac. Don Nicola Mattia, e oltre ad esprimere la bellezza ne rivelano il  pregio artistico. Cosa veramente mirabile è che nel tentativo di recuperare e valorizzare la storia del passato, si sta scrivendo anche la storia contemporanea  ampiamente documentata dai moderni e sicuramente più diffusivi mezzi della comunicazione, da ultima l’intervista di Alessandra Morelli dei restauratori Senza Frontiere, che ha portato il Crocifisso Ligneo di  Petrella Tifernina  alla ribalta nazionale del TG di RAI 1 .

Torna in alto